Oppido. Inchino della Madonna sotto casa del boss mafioso Giuseppe Mazzagatti

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*Mie riflessioni:
Non si può definire un eroe colui che vigila per lavoro in una manifestazione religiosa, semmai si dovrebbe cambiare registro (non solo al sud italia) ma anche al centro e centro nord. Il carabiniere e il maresciallo che vengono elogiati per essersi allontanati dopo che chi teneva la statua, ha sostato e fatto l’inchino al boss, avevano pieni poteri per concludere la pseudo festa, smerdando gli andrini e mafiosi di turno. Semplice deporre a terra la statua e identificare tutte le persone che avevano partecipato: informativa/denuncia nel comando dei carabinieri e alla procura di competenza, in questo modo dando fine a queste farse carnevalesche di mafiosi che si ritengono religiosi sono per convenienza nel momento che stanno per uccidere delle persone: lo fanno con le preghiere e poi uccidono persone innocenti. Mia riflessione: estirpare dalla radice questi mali. allontanare e denunciare tutte le persone che ne hanno fatto parte. In un secondo momento sarà la magistratura a valutare quanto avvenuto in base alle mie dichiarazioni, essendo Pubblico Ufficiale. Dunque scappare o disertare la manifestazione non vale a molto; sarebbe stato necessario chiedere maggiori persone dell’Arma dei Carabinieri, o in mancanza di questo, anche il semplice Carabiniere aveva facoltà di far terminare questa merdata mafiosa. Il fatto di allontanarsi, essendo un Pubblico Ufficiale, ha notevolmente sminuito le reazioni che il popolo del luogho si aspettava: bloccare tutto e segnalare le persone presenti che hanno favorito l’inchino della madonna, al proprio comando di polizia e alla magistratura. Pratica semplice ed efficace specialmente per la popolazione succube da quella famiglia malavitosa = pezzi di merda che puzzano sia in modo ravvicinato che a distanza.

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P.S. Proprietà e diritti video: ilfattoquotidiano.it

Breve storiadel merdoso mafioso Giuseppe Mazzagatti.
Giuseppe Mazzagatti (1932), arrestato e condannato all’ergastolo ora ai domiciliari per problemi di salute. Fatti recenti. Il 24 luglio 2007 i carabinieri e la guardia di finanza sequestrano a presunto esponenti dei Mazzagatti beni dal valore di 120 milioni di euro in tutta la Calabria e a Bergamo che gestivano un’impresa cementizia che era egemone nella piana di Gioia Tauro e con alleanze con alcune cosche catanzaresi anche l’area di Catanzaro. A capo della consorteria Giuseppe Mazzagatti. Il 26 novembre 2013 con l’operazione Erinni vengono arrestate 20 persone per il coinvolgimento in nuovi episodi della faida tra i Ferraro-Raccosta e Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo e sequestrati beni del valore di 70 milioni di euro. Francesco Raccosta il 3 marzo 2012 uccide il boss Domenico Bonarrigo e per vendetta il suo clan uccide Francesco Raccosta a sprangate e viene dato in pasto ai maiali moribondo, da come si evince dalle intercettazioni. Inoltre il boss dei Ferraro Giuseppe per non essere ucciso anch’egli ha dovuto consegnare tutti coloro che avevano partecipato all’omicidio del boss. Vengono quindi ammazzati anche il cognato Francesco Raccosta Carmine Putrino e Vincenzo Ferraro e Vincenzo Raccosta uccisi a colpi di pistola. Per gli omicidi vengono anche chiamate componenti della famiglia residenti a Roma, in cui le ‘ndrine hanno alcune attività ora sequestrati dalle forze dell’ordine, tra cui Simone Pepe.
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